Da Jesi al mondo (e ritorno)

di Marco Aime

Negli anni Quaranta Clyde Kluckhohn, un celebre antropologo statunitense, scrisse che per un antropologo la strada per tornare a casa è il “giro più lungo”. Con questa espressione intendeva dire che uscire dal proprio mondo, conoscere realtà diverse, serve, al ritorno, per capire meglio noi stessi. Facendo propria questa immagine, il progetto Da Jesi al mondo (e ritorno) intende, appunto, fare un giro lungo, anche in senso metaforico, partendo dalla realtà locale, per connetterla con il globale, per specchiarla nella diversità, per poi rileggerla con occhi diversi. Il confronto, il dialogo con realtà diverse, non che arricchire la comunità, anche grazie agli sguardi altrui. Si dice che non saranno i pesci a sapere cos’è l’acqua, per questo a volte occorre guardare dal di fuori, adottare una prospettiva diversa per meglio comprendere noi stessi.

Il progetto si articola su livelli diversi, che convergono verso la realizzazione di una comunità il più possibile inclusiva, mantenendo però vive le specificità delle diverse componenti ed evitando forme di “integrazione” che prevedono una assimilazione. Questo perché la cultura e la società sono cantieri sempre aperti, in continua trasformazione e occorre prevenire il pericolo di congelarle in un’immagine fissa, più semplice da pensare, ma che si sottrae alla realtà. Per questo è previsto un approccio dinamico, che segua i cambiamenti in atto.

Ricerca

Il progetto si articolerà in una prima fase di ricerca sul terreno, utile a comprendere al meglio il tessuto sociale jesino, i cambiamenti demografici in atto e individuare buone prassi educative già attive nel territorio. La ricerca prevede interviste in profondità ad attori diversi della comunità jesina, cercando di coprire il più possibile le principali realtà locali. Il tutto partendo dalle realtà già attive sul territorio, che contribuiscono al progetto Jesi educa. Questo serve a costituire le fondamente su cui poggiare le attività successive.

I risultati verranno poi restituiti alla comunità attraverso un evento pubblico che favorisca scambio, apprendimento e consapevolezza; con una pubblicazione di carattere accademico e postati online per essere continuamente aggiornati.

Racconta la tua Jesi

Una seconda parte del progetto è dedicato alla percezione che le varie componenti della popolazione jesina (bambini, anziani, stranieri, operatori di diverso tipo…) hanno della loro comunità. La realizzazione prevede modelli diversi, adeguati ai diversi attori.

L’idea di fondo è racchiusa in una ipotetica domanda: dovete raccontare a un ipotetico marziano, che non sa nulla di Jesi, quale luogo, immagine, suono per voi rappresenta il luogo dove vivete.

I bambini della scuola primaria potranno utilizzare il disegno, per raffigurare un luogo che per loro è importante; i ragazzi delle scuole superiori potranno fare lo stesso realizzando dei brevi reels; gli adulti utilizzeranno la fotografia o il racconto breve.

Il tutto è inserito in un contest, i cui vincitori di ogni categoria, verranno premiati e vedranno i loro lavori pubblicati.

Un ulteriore spunto potrebbe venire dalla riduzione teatrale di alcuni aspetti della comunità di Jesi. Con l’aiuto di un/una regista teatrale che operi a livello di impostazione e coordinamento, si può tentare di mettere in scena una pièce, recitata da giovani studenti, che metta in luce alcune peculiarità della realtà jesina attuale.

Una cartolina… a Jesi… da Jesi

Questa parte del progetto si rivolge a tutte le jesine e a tutti gli jesini (ma non solo, anche persone in qualche modo legate al luogo) che vivono lontano dalla città, all’estero o in Italia o che hanno trascorso molto tempo fuori. A queste persone si chiede di raccontare come si vede Jesi da lontano, qual è l’immagine che se ne percepisce, quale il giudizio, quali le caratteristiche che emergono di più?

Anche in questo caso i racconti o i podcast migliori potranno essere postati su una piattaforma online dedicata, per essere messi a conoscenza di tutti.

I dialoghi di Jesi

Un terzo pilastro del progetto consiste in un percorso di incontri con studiosi di varie discipline, per discutere su temi legati all’attualità, che si leghino però alla realtà locale. Un modo per costruire una conoscenza condivisa, che vada al di là dei molti luoghi comuni, delle banalità e degli errori spesso diffusi dai media mainstream. Un approccio più scientifico, per avviare una riflessione più approfondita. I dialoghi di Jesi si terranno con cadenza mensile e vedranno protagonisti esperti con competenze diverse, talvolta in dialogo con esponenti locali. La formula del dialogo rende più vivace e meno accademico l’incontro, oltre a fornire prospettive diverse, che arricchiscono gli spettatori. Un appuntamento mensile fisso, che diventi una sorta di “marchio” jesino e contribuisca non solo a arricchire la comunità locale, ma anche ad attrarre persone al di fuori, interessate a una riflessione condivisa.